Intervista di ADV Training Turismo & Attualità – Io, agente del mese

Piacentina, trentasei anni di esperienza nel settore ed un forte specializzazione per i tour in moto. Patrizia Zappa, PAT&Travel di Piacenza, è la nostra ‘Agente del Mese’ di dicembre 2018.

Patrizia, cosa ami di più del tuo lavoro?  Viaggiare e comunicare le mie esperienze di viaggio. La soddisfazione di accendere l’interesse e la passione di chi sceglie di viaggiare  con me, dopo 36 anni di attività è ancora molto forte.                                                                                                        

Quale è oggi la difficoltà maggiore nel vendere viaggi?  Combattere la semplificazione che si trova su internet per far capire che a volte la corsa al prezzo migliore fa perdere di vista la qualità e l’essenza di una destinazione e quindi di un viaggio.

Quali sono le tue opinioni sul mercato dei millenials?  E’ sicuramente una generazione di iperconnessi, ma penso ci sia ampio spazio su cui lavorare, è un gruppo eterogeneo con  tanti distinguo e caratterizzazioni. Anche se sono certamente molto legati alla tecnologia,  di cui apprezzano la velocità e la capillarità di informazioni, ho avuto più di un esempio di millenians che ha dimostrato di apprezzare l’importanza dell’esperienza valorizzando la particolarità e l’unicità dei rapporti umani.                                                                ’

Come vedi la categoria agenziale tra 10 anni?  Ogni agente di viaggio deve diventare imprenditore di se stesso ed investire fortemente sulla propria formazione, sforzandosi        di mettersi sempre in discussione e di adeguarsi alle esigenze di mercato. Nella mia realtà agenziale questi concetti li stiamo vivendo e mettendo in pratica dedicandoci anche ad  altri settori che potrebbero essere definiti di nicchia. Ci siamo specializzati, per esempio, sui viaggi in moto, proponendo una terza via tra il turismo classico ed il turismo d’avventura con tour in Italia e all’estero, mixando il mondo delle moto da enduro con il mondo del turismo, con la conoscenza dei territori e delle popolazioni. Per questi motivi vedo la categoria agenziale ancor più differenziata tra poche grandi agenzie e tour operators            ed un ampio numero di professionisti che grazie anche alla tecnologia saranno molto      liberi e sciolti dall’hardware di un ufficio e di una struttura rigida.

Se non avessi fatto l’adv che lavoro avresti voluto fare? Avrei voluto fare psicologia, che comunque è attinente a questo lavoro. Forse avrei guadagnato di più, ma non avrei vissuto tutte le magnifiche esperienze fatte in tutti i miei viaggi.

Non viaggeresti mai senza…?  Se questa domanda mi fosse stata fatta anni fà avrei risposto una guida della Lonely Planet, oggi come oggi rispondo che non viaggerei mai senza il mio cellulare, lo strumento principale che mi permette di fare marketing sempre comunque e ovunque.

Una meta in cui torneresti appena possibile? Domanda difficilissima, arrivo in qualsiasi posto del mondo e come un camaleonte mi adeguo ad abitudini, culture, cibi, come se  avessi vissuto sempre li. Ma c’è un posto in cui mi sento davvero a casa. Sono gli Stati Uniti, che amo con tutta me stessa e dove torno sempre con grande entusiasmo.

Qual è la prima cosa che fai quando arrivi in un posto?  Mi godo il momento …. e se posso e l’ora lo permette, non disfo neppure la valigia ed esco in avanscoperta .

Qual è la cosa più strana che hai mangiato in viaggio? Sicuramente le cavallette in Thailandia.

Il souvenir più particolare che hai comprato? Non è proprio un souvenir, ma piuttosto      un regalo che mi sono fatta, un paio di stivali da cowboy in Wyoming, spettacolari.

Il ricordo più bello di un viaggio?  Ne ho tanti, tantissimi, uno su tutti il viaggio a Savannah, in Georgia, mettendo in valigia la mitica Imperia per preparare e cucinare i tortelli con la coda per 12 illustri ospiti del vicesindaco insieme a sua moglie. Non mi      sono mai divertita così tanto, tutte le mogli degli ospiti volevano provare a creare un “loro” tortello con la coda e la frase ricorrente in cucina era ‘I can Try Patricia please’. Tanta gioia nel realizzare quello che per loro rappresentava la capacità italiana di rendere ‘magica’ una realizzazione gastronomica.

Se potessi dove vorresti essere teletrasportata ora?  In qualsiasi deserto del mondo. Amo gli spazi infiniti, quando gli spazi sono immensi…immenso è il mio piacere.

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